Cosa c’entra l’Arte con la Medicina? L’Arte irregolare, poi? C’entra, c’entrano. C’entrano così tanto che a Bergamo si sta preparando un congresso scientifico su questo tema. E c’entra pure Fondazione Artet.
Fino a non molto tempo fa avremmo pensato che non c’entrassero proprio niente. La Medicina è una cosa seria, scientifica, che si occupa di bisogni primari, la salute, la cura, la guarigione, i farmaci. L’Arte… l’arte, nella migliore delle ipotesi è una cosa che riguarda il tempo libero, quello nel quale si può ritagliare qualche spazio per le cose che vengono dopo, quelle di cui ci si può interessare quando si ha “buon tempo”.
Invece no! Oggi, salute e creatività sono sempre più riconosciute come elementi interconnessi. L’una è favorita dall’altra e l’una favorisce l’altra. Così come il corpo e la mente sono parti fortemente legate e interdipendenti tra loro. Non si può stare bene nel fisico se si sta male nella mente e viceversa.
L’argomento è così vero e così importante che a Bergamo si sta preparando il congresso:
Medicina e Arte irregolare
Sabato 3 Ottobre 2026
Sala Teatro della Casa di Cura Palazzolo, in Via San Bernardino 56, a Bergamo.
L’iniziativa non è organizzata da “maghi” o “santoni” ma da società scientifiche, ovviamente: IUA – International Union of Angiology, SIDV – Società Italiana di Diagnostica Vascolare, SIMV – Società Italiana di Medicina Vascolare, SIM – Società Italiana di Microcircolazione, FCSA – Federazione dei Centri Sorveglianza Anticoagulanti. Con loro, AMAI – Associazione Merati per l’Arte irregolare.
Un evento a suo modo un po’ rivoluzionario nel mondo della Medicina sia nei contenuti, sia nella forma. Si propone di esplorare una delle ultime frontiere della terapia e della salute, quella dell’intersezione tra la medicina e le forme d’arte non convenzionali, evidenziando come l’arte possa influenzare la salute mentale e il benessere psico-fisico. Lo farà attraverso un dialogo tra professionisti della salute, artisti e studiosi.
Si partirà da qui per raggiungere obiettivi diversi e anche un po’ “fuori dal coro”: discutere come le pratiche artistiche possano essere integrate nella medicina e nella terapia, presentare casi studio e ricerche che dimostrano l’impatto positivo dell’arte sulla salute, creare uno spazio di confronto tra artisti e professionisti della salute per condividere esperienze.
Il congresso è rivolto a tanti: addetti ai lavori, cultori di arte e medicina, medici ed operatori sanitari ma è aperto a tutti, in particolare agli appassionati e cultori dell’arte, in particolare a quelli con interesse al risvolto medico dell’arte stessa.
Presiedono i lavori Gabriele Alari – Angiologo e Bianca Tosatti – Critica d’arte. E c’è pure Fondazione Artet che patrocina l’evento e vi partecipa con un intervento della Prof.ssa Anna Falanga, Direttore Scientifico dell’associazione.
Ancora una volta Bergamo è all’avanguardia. Nella medicina, nella cura, nella ricerca scientifica rivolta alla salute.