Screening di ipercoagulabilità come strumento innovativo per la valutazione del rischio, la diagnosi precoce e la prognosi del cancro: Studio HYPERCAN

Categories Oncoematologia

Razionale: Il tromboembolismo venoso (TEV), che comprende la trombosi venosa profonda e l’embolia polmonare, è una complicanza frequente dei tumori e rappresenta la seconda causa di morte nei pazienti oncologici. Anche in assenza di trombosi conclamate, nei pazienti con tumore vi sono una serie di alterazioni del sangue, che indicano un’attivazione cronica della coagulazione, definita “ipercoagulabilità”. Tale stato è rilevabile mediante test di laboratorio che misurano marcatori di trombosi nel sangue circolante. Nei soggetti sani, una trombosi inspiegata o la presenza di un’alterazione persistente di questi test possono indicare la presenza di un tumore occulto, non ancora diagnosticato. Viceversa, nei pazienti che hanno già una malattia tumorale, le alterazioni di tali test sono tanto più marcate quanto più avanzata è la malattia e, pertanto, il livello di ipercoagulabilità correla con una peggiore prognosi della malattia.

Per questi motivi, è stato intrapreso lo studio prospettico multicentrico italiano, denominato HYPERCAN.

Obiettivo: Lo studio HYPERCAN si propone di identificare marcatori di trombosi in grado di predire, nei soggetti sani, una diagnosi precoce di tumore e, nei soggetti con tumore, la prognosi della loro malattia.

Attualmente sono stati arruolati circa 9.500 donatori di sangue come soggetti sani e circa 3.900 soggetti con 4 diversi tipi di tumore (mammario, colon-retto, gastrico, e polmonare).

Disegno dello studio: Lo studio HYPERCAN è un progetto traslazionale italiano, prospettico e multicentrico, costruito intorno a due piani di ricerca fortemente interconnessi.

Nel programma 1 “Valutazione di marcatori trombotici come strumento per la predizione del rischio di tumore”, i livelli di attivazione della coagulazione verranno valutati in una coorte di 15.000 donatori di sangue di sesso maschile o femminile, nella fascia di età compresa tra i 30 e i 70 anni, provenienti dalla provincia di Bergamo. Tutti i soggetti arruolati inoltre dovranno compilare un questionario sul loro stile di vita, che include lo stato socio-economico, attività fisica, anamnesi, uso di farmaci e abitudini alimentari, fattori di rischio per cancro e malattie cardiovascolari. I donatori di sangue arruolati nello studio vengono seguiti per almeno 5 anni. La rilevazione di eventuali soggetti che sviluppano un cancro viene effettuata ogni 6 mesi. I campioni di plasma verranno analizzati per uno studio caso-controllo delle variabili di coagulazione. Le analisi dei marcatori emostatici saranno eseguite dai ricercatori del Laboratorio di Emostasi e Trombosi del Dipartimento di Immunoematologia e Medicina trasfusionale.

Il programma 2 “Valutazione di marcatori trombotici in pazienti con cancro in relazione con la prognosi” verrà eseguito in una coorte prospettica di pazienti (n= 5000) con nuova diagnosi di neoplasia dei seguenti tipi: mammaria, polmonare non a piccole cellule (NSCLC), colorettale e gastrica. Per l’arruolamento dei pazienti con tumore sono coinvolti sia 4 maggiori Ospedali della provincia di Bergamo (Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Policlinico San Marco, Gruppo San Donato Zingonia, Ospedale di Treviglio-Caravaggio, Ospedale Bolognini di Seriate) che i principali istituti oncologici d’Italia (IRCCS, Istituto Nazionale dei Tumori – Milano, Istituto Clinico Humanitas Rozzano – Milano, Ospedale San Filippo Neri/San Giovanni – Roma e Istituto Nazionale Tumori – Bari). I campioni di sangue, prelevati al momento dell’arruolamento e ai punti temporali programmati durante il follow-up, saranno sottoposti sia ai test di laboratorio per i biomarcatori trombotici, che ai test di laboratorio per i classici marcatori tumorali sierici. I dati di laboratorio sono raccolti in parallelo insieme ai dati clinici ed inseriti in un sistema di eCRF dedicato.

Risultati attesi: Ci aspettiamo di identificare i biomarcatori emostatici più promettenti da poter utilizzare in un modello di rischio che, per la prima volta, riescano a diagnosticare un tumore precocemente o a identificare le persone con maggior rischio di malattia.

Nell’ambito di questo progetto, abbiamo stabilito il valore predittivo indipendente di D-dimero per la diagnosi di tumore. Inoltre, ci aspettiamo di convalidare nei donatori di sangue l’effetto dei fattori di stile di vita rilevanti per il rischio di insorgenza di tumore o di protezione contro il cancro. Dal programma 2, non si cercano strumenti per arrivare alla diagnosi (che già c’è), ma piuttosto identificare biomarcatori emostatici che possano aiutare a capire quale sarà il decorso della malattia e che potrebbero dirigere le decisioni cliniche oncologiche.

I dati preliminari ottenuti finora sono molto promettenti e consentono l’individuazione di biomarcatori in grado di prevedere la sopravvivenza globale, la progressione della malattia, la ricorrenza di malattia e la VTE. Data la dimensione del campione sufficientemente vicina a quella inizialmente stimata, ci aspettiamo di convalidare pienamente questi risultati preliminari alla fine del progetto. A partire da queste osservazioni originali, devono tuttavia essere risolte alcune fondamentali domande di ricerca sull’utilità dei biomarcatori trombotici nella diagnosi e gestione del tumore. 

Impatto sul cancro: I nostri risultati potrebbero fornire dati utili per sostenere lo sviluppo di nuovi strumenti per la diagnosi precoce di cancro e la progressione della malattia. I dosaggi proposti sono tutti eseguiti su campioni di sangue periferico e disponibili per la ricerca traslazionale. Questo è di particolare rilevanza nei tumori precoci o nei tumori resecati per identificare i fattori di rischio di ricorrenza della malattia. I risultati sulla previsione di VTE forniranno inoltre lo strumento per calcolare il livello di rischio di VTE per un dato paziente ed impostare in conseguenza misure profilattiche.